
Il ritorno dell’ora solare, il corpo chiede tempo
Il passaggio alle lancette invernali scompiglia il naturale ciclo sonno-veglia: lo confermano gli specialisti, che spiegano come bastino poche giornate per riadattarsi, anche se nel frattempo si avvertono stanchezza, lievi sbalzi d’umore, un metabolismo più pigro e la sensazione di essere fuori sincrono.
Dormire sessanta minuti in più non è sempre un regalo
La prospettiva di restare a letto un’ora oltre il solito, per chi fatica ad alzarsi, pare un dono; la realtà, invece, mostra che l’organismo subisce un mini-jet-lag. Le ricerche mettono in evidenza ricadute psicofisiche negative: il ritmo circadiano fatica a riallinearsi e si manifestano irritabilità, difficoltà di concentrazione, perfino un lieve calo di tono dell’umore.
Il “mal d’autunno” tra luce che diminuisce e orologi che arretrano
nel periodo in cui le giornate si accorciano, circa un italiano su cinque sperimenta quella che viene definita depressione stagionale.Gli esperti stimano che siano oltre dodici milioni le persone sensibili alla riduzione del fotoperiodo, con picchi tra bambini, anziani e donne fra i trenta e i quarant’anni. I segnali sono difficoltà nel risveglio mattutino, lieve malessere, astenia, spossatezza generale.
Come riportare in equilibrio ritmo e energia
Il segreto,spiegano i nutrizionisti, è scegliere alimenti che sostengono l’orologio interno. È utile introdurre nel menu quotidiano frutta secca ricca di omega-3 e omega-6, verdure fresche condite con olio di riso o di girasole, riso e pasta che forniscono carboidrati complessi. Conviene invece moderare grassi di origine animale, cibi in scatola, superalcolici, piatti piccanti o eccessivamente speziati. Un bicchiere di latte caldo prima di coricarsi, se gradito, aiuta il rilassamento.
Rimedi naturali per il sonno turbato
Nei primi giorni dopo il cambio orario, chi fatica a prendere sonno può dedicarsi a lettura o musica soft; trenta minuti di movimento all’aperto nel pomeriggio, finché c’è luce, favoriscono la produzione di melatonina quando scende il buio. Riposare con tapparelle socchiuse permette ai primi raggi dell’alba di entrare in camera e di sincronizzare in modo più dolce l’organismo.
Le “porte” del sonno e la routine serale
Rispettare orari costanti, anche nel fine settimana, facilita l’addormentamento. Andare a tavola presto, scegliendo pietanze leggere, evita la digestione notturna che può disturbare il riposo. In camera la temperatura ideale resta compresa fra 20 e 22 °C; un ambiente troppo caldo, più del freddo, ostacola il sonno. Se lo sguardo verso il soffitto si prolunga, meglio alzarsi, bere una tisana tiepida, sfogliare qualche pagina e tornare a letto solo quando la sonnolenza fa capolino.
Attività fisica, caffeina e alcol: quando e quanto
L’esercizio è un alleato, purché concluso almeno tre ore prima di coricarsi, perché l’adrenalina rilasciata dall’attività intensa mantiene vigile il sistema nervoso. Gli alcolici ingannano: inducono sonnolenza iniziale ma, esaurito l’effetto, interrompono il riposo nel cuore della notte. Analogo discorso vale per bibite contenenti caffeina e teina; per la serata, molto meglio un infuso di erbe rilassanti. Chi ha dormito poco deve resistere alla tentazione di abusare di caffè: meglio arrivare alla sera con un po’ di sana stanchezza e regalarsi così un sonno pieno e continuo.











