
Varzi, aroma di salame e pietre medievali
Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, il profumo intenso del celebre salame DOP accompagna ogni passo tra gli antichi portici di Varzi. Il castello dei Malaspina, un tempo elegante dimora signorile, veglia ancora sull’abitato con le sue torri in pietra, mentre le case variopinte si specchiano nelle vie lastricate. Entrare in una piccola osteria del centro per una merenda «alla varzese» significa lasciarsi conquistare da fettine di salume avvolte in fragrante pane locale, sotto lo sguardo bonario degli abitanti che raccontano leggende e aneddoti della loro terra.
Golferenzo, silenzio di gatti fra vigne dorate
Poco più di centosettanta anime presidiano Golferenzo, un minuscolo borgo che sembra sospeso nella quiete di un’altra epoca. Vicoli acciottolati disegnano un labirinto di scorci fioriti, popolato da una vivace colonia di gatti che qui ha trovato il proprio regno. Attorno, i filari di Barbera e Pinot Nero avvolgono le colline in un abbraccio che, in autunno, si incendia di toni caldi. Dai margini del paese si snodano sentieri panoramici perfetti per chi ama il trekking lento tra vigneti e boschi profumati di roverella.
Zavattarello, nel mistero del Castello Dal Verme
Sulle pendici boscose che dominano Zavattarello troneggia il possente Castello Dal Verme, baluardo medievale intriso di storia e dicerie. Le sale in pietra, visitabili pagando un modesto biglietto, conservano arredi d’epoca e affreschi consumati dal tempo. Secondo la tradizione popolare, lo spirito di Pietro Dal Verme, avvelenato dalla seconda consorte, si aggirerebbe ancora tra corridoi e passaggi segreti: c’è chi sostiene di aver percepito sussurri o porte che si muovono da sole. Questa fama enigmatica ha attirato curiosi e ricercatori, trasformando la fortezza in una tappa imperdibile per gli appassionati di leggende.
Fortunago, pace assoluta sotto la chiesa di San Giorgio
A mezz’ora di strada da Golferenzo si incontra Fortunago, appoggiato come un presepe su un colle verdeggiante. Le automobili restano quasi sempre ai margini, regalando al visitatore un silenzio punteggiato solo dal rintocco dell’orologio parrocchiale. Salendo al parco del municipio si raggiunge la sobria chiesa di San Giorgio, balcone privilegiato su un mare di vigneti dalle sfumature cangianti. Nel piccolo laboratorio culinario del borgo nascono i soffici «malfatti» di spinaci e ricotta: un boccone che racchiude secoli di sapienza gastronomica dell’entroterra pavese.
Itinerario di emozioni tra colline e storie millenarie
Percorrere l’anello che collega Varzi, Zavattarello, Fortunago e Golferenzo significa abbracciare un ritmo di viaggio lento, in cui ogni curva rivela un panorama diverso e ogni pietra custodisce un racconto. Le colline dell’Oltrepò pavese, con i loro profili morbidi e i vigneti fitti, diventano lo sfondo ideale per incontrare tradizioni autentiche, sapori schietti e misteri che profumano di Medioevo.












