
Nel cuore di Pisticci, in Basilicata, dal 6 al 10 agosto la 26ª edizione del Lucania Film Festival ha richiamato ogni giorno in media circa 2.500 spettatori, confermando ancora una volta il proprio ruolo di riferimento per il cinema indipendente, tanto nazionale quanto mondiale. Il filo conduttore di quest’anno, la “bugia”, ha stimolato dialoghi intensi e ha spinto il pubblico ad analizzare le narrazioni che influenzano la società.
Il Secret Program e l’atmosfera vibrante
La co-direttrice Hana Makhmalbaf ha descritto l’atmosfera come “vibrante, intensa, intrisa di autentica connessione”. Dagli anziani ai più piccoli, tutti si sono ritrovati fianco a fianco in piazze e vicoli per un’esperienza corale. Proprio grazie al suggerimento del padre, il regista Mohsen Makhmalbaf, è nato il secret Program, sezione in cui i titoli restano segreti fino all’ultimo istante: una sorpresa che ha portato sullo schermo opere talvolta coraggiose sul piano politico, talvolta capaci di rovesciare prospettive scientifiche o umane.
Dialoghi e riflessioni oltre la visione
Secondo la co-direttrice Claudia Fauzia, il format dei talk ha colpito nel segno: “siamo riusciti a mettere in luce le manipolazioni della realtà, offrendo nuovi spunti per interrogarsi su come le narrazioni dominanti plasmino le nostre vite”.Gli incontri, aperti e partecipati, hanno arricchito ogni proiezione, creando un fitto tessuto di confronti e opinioni.
I trionfi delle sezioni in concorso
I riconoscimenti più prestigiosi sono andati a opere provenienti da ogni angolo del pianeta. Nella categoria dedicata all’animazione ha prevalso “Carmela” del regista spagnolo Vicente Mallols. La sezione dedicata ai documentari brevi ha visto il successo di “Imade” dello spagnolo Ignacio Acconcia Gonzalez, mentre per la fiction breve ha convinto la giuria “Beneath Which Rivers Flow” del palestinese Ali Yahya. Tra i lungometraggi ha svettato “L’origine del mondo” dell’italiana Rossella Inglese.
La giuria Spazio Italia ha incoronato “Pinocchio Reborn” di Matteo cirillo, scelta condivisa anche dal pubblico, che ha assegnato allo stesso film la propria preferenza. Nella sezione Docu-film, l’alloro è andato a “Choreographies Towards Loss” di Irene Margrethe Kaltenborn.
Le preferenze del pubblico
Gli spettatori, protagonisti attivi del festival, hanno premiato come miglior corto animato “The Old Man And his Grandson” del russo Mikhail Gorobchuk. Nella categoria documentari brevi hanno scelto “On This paint” del marocchino Younes Ben Hajria, mentre tra le fiction brevi la palma è andata all’iraniano Ahmad Seyedkeshmiri con “Shakhe nabat”.
Un festival che guarda al futuro
grazie all’alta partecipazione e alla qualità delle proposte, la manifestazione lucana si conferma laboratorio creativo d’eccellenza, pronto a sorprendere ancora nelle prossime edizioni e a mantenere acceso il dialogo tra cinema e realtà.











