Quando l’esame diventa un picnic: l’erasmus di Isaac Bonet tra banchi svedesi e spuntini
Un racconto nato su TikTok
il primo video pubblicato da Isaac Bonet dopo l’arrivo in Svezia ha impiegato poche ore per superare le decine di migliaia di visualizzazioni. Lo studente, partito dalla Spagna per il suo Erasmus, descrive la scena che ha trovato durante il primo appello: un’aula ordinata, silenziosa, ma attraversata dal profumo di merende improvvisate. L’episodio, come lui stesso ha spiegato, “è diventato virale ancor prima di rendermene conto”.
L’aula inaspettata
Mentre in Madrid – e in molte città d’Italia – l’esame impone al massimo una bottiglietta d’acqua, sui banchi scandinavi Bonet nota un compagno con un cetriolo, una mela e un contenitore di plastica colmo di snack. Più in là, qualcun altro sorseggia una lattina di Coca-Cola con sorprendente naturalezza. “Sembrava uno spettacolo”, racconta, sottolineando come la possibilità di mangiare, bere o perfino uscire a fumare non incrini minimamente la concentrazione generale.
Le reazioni degli altri studenti
Nei commenti apparsi sotto il filmato, moltissimi universitari provenienti da Francia, Germania e altre zone del Nord Europa confermano che la flessibilità è pensata per ridurre l’ansia. Una studentessa scrive che “lasciare gli studenti liberi di rifocillarsi rende l’esame meno opprimente”. non mancano, però, interventi di giovani italiani e spagnoli che restano increduli di fronte a tanta libertà.
Disciplina nascosta dietro il relax
L’atmosfera rilassata non significa superficialità.Ogni banco è collocato a distanza sufficiente da impedire qualsiasi scambio di sguardi, e i controlli dei docenti – che girano per l’aula muniti di tablet e liste nominali – restano rigorosissimi. “È impossibile copiare”, precisa Bonet, colpito da come il sistema riesca a unire autonomia e rigore.
Dentro il sistema universitario svedese
La didattica scandinava si sviluppa su singoli moduli, ciascuno della durata di quattro o cinque settimane, con un esame immediatamente successivo.In questo modo, lo studente si concentra su una sola disciplina per volta, alternando poche lezioni frontali a una vasta parte di studio individuale, lavori di gruppo e seminari. I professori vengono chiamati per nome, e la relazione con loro è improntata a un’informalità che, per molti Erasmus mediterranei, risulta quasi spiazzante.
Un corso alla volta
Terminato l’appello, si passa subito alla materia seguente. Il calendario non prevede sessioni cumulative come avviene in gran parte d’Italia: ciò consente di approfondire ogni argomento senza la pressione di dover preparare più esami contemporaneamente. Bonet racconta che “il tempo libero viene gestito con responsabilità, perché nessuno controlla quante ore trascorri in biblioteca”.
Costi, lingue e sostegni
Gli studenti provenienti da qualunque Stato membro dell’Unione Europea non pagano tasse d’iscrizione. Istituzioni governative offrono borse di studio, per metà a fondo perduto e per metà restituibili solo dopo la laurea, una volta raggiunta una determinata soglia di reddito. Molti corsi magistrali sono erogati in inglese, perciò gli atenei attraggono giovani da Asia, America e resto dell’Europa, creando gruppi di lavoro internazionali. Aule connesse in fibra ottica, biblioteche aperte h24 e spazi relax completano un ambiente che punta al benessere psicologico tanto quanto alla crescita accademica.












