Sogno canadese: realtà e ostacoli raccontati da una giovane italiana
Perché il richiamo del Canada resta forte
L’idea di trasferirsi oltre Atlantico continua ad affascinare tanti cittadini dell’Italia. Gli spazi sconfinati, il contesto multiculturale e una domanda di manodopera permanente fanno sembrare il Canada una meta irrinunciabile. Tuttavia,varcare il confine a nord degli Stati Uniti con una semplice valigia non basta: dietro l’immagine idilliaca si nasconde un percorso amministrativo complesso,come ha spiegato su Instagram una giovane connazionale che documenta quotidianamente la propria vita oltreoceano.
Iter burocratico: i tempi che scoraggiano
A seconda della provincia prescelta, la pratica di immigrazione richiede fino a 11 mesi. gli uffici canadesi esaminano minuziosamente ogni dettaglio per concedere il permesso di soggiorno, e la pazienza diventa una risorsa imprescindibile. Il trasferimento,quindi,non è mai immediato: serve attendere,fornire prove concrete delle proprie motivazioni e,soprattutto,dimostrare di poter sostenere eventuali spese durante l’attesa.
Focus Quebec: un doppio semaforo che rallenta
Chi sogna di stabilirsi in Quebec deve fare i conti con un sistema di approvazione in due fasi. Prima interviene l’amministrazione provinciale, poi quella federale. Il risultato? L’attesa può dilatarsi fino a 36 mesi. Dal giugno 2025, inoltre, Quebec sospende temporaneamente nuove domande, proprio per contenere l’afflusso di richieste ormai ingestibile.
Visite mediche e incartamenti obbligatori
Per ottenere il via libera, ogni aspirante residente deve sottoporsi a controlli sanitari precisi: visita generale, radiografia toracica e prelievi del sangue. Questi esami,richiesti ovunque in Canada,hanno lo scopo di assicurare che chi entra non costituisca un rischio per la salute pubblica. La domanda può essere presentata già dall’Italia oppure una volta giunti in territorio canadese, ma chi decide per la seconda opzione ha l’obbligo di non lasciare il Paese finché la procedura non si conclude.
Il nodo costi: tra parcelle e certificati
Molti valutano l’aiuto di un avvocato specializzato per districarsi tra moduli e richieste.Il professionista agevola la compilazione, non però la velocità dell’esame: i famosi 36 mesi rimangono identici. La parcella media sfiora 8.500 dollari canadesi (oltre 5.200 euro). A questa cifra si aggiungono le spese mediche, circa 300 dollari (più di 180 euro). Non sorprende quindi il consiglio, pronunciato dalla content creator con un sorriso: «prendo tutto e vado in Canada? Sì, purché il conto in banca lo permetta».
Canada 2025: tra pazienza e prospettive
Stipendi competitivi, maggiore sicurezza e servizi efficienti rendono il Canada un’aspirazione concreta per chi desidera cambiare vita. Il percorso, però, resta impegnativo: solo determinazione e un solido piano finanziario trasformano il sogno in realtà.












