Zuckerberg alle Hawaii e il misterioso bunker che cresce sotto il suo ranch
Il rapido acquisto di terre nell’arcipelago
Fin dal 2014 Mark Zuckerberg ha iniziato a mettere insieme un mosaico di proprietà sull’isola di kauai. Il primo lotto, circa 700 ettari attorno alla cittadina di Kilauea, è costato 100 milioni di dollari. A inizio 2025 altri terreni, pari a 400 ettari, si sono aggiunti al suo portafoglio. Oggi il fondatore di Facebook controlla poco meno di 1 000 ettari, diventando uno dei maggiori latifondisti delle Hawaii.
Un ranch high tech tra macadamia e birra artigianale
L’imprenditore racconta di voler creare un ranch all’avanguardia: bovini nutriti con farina di macadamia e birra prodotta in loco dovrebbero garantire carni di qualità superiore. Nei post pubblicati sui social descrive le figlie che piantano alberi di macadamia e si prendono cura degli animali, sottolineando il desiderio di un ciclo “locale e integrato verticalmente”. Per chi possiede un patrimonio stimato attorno a 190 miliardi di euro, i 270 milioni di dollari spesi - finora – per l’intero complesso appaiono quasi trascurabili.
Il cuore sotterraneo del complesso
Sotto le eleganti ville spunta il vero elemento di fascino: un rifugio ipogeo che, definito “piccolo” dal proprietario, occupa in realtà circa 5 000 metri quadrati. Tunnel riservati collegano il bunker alle residenze di superficie. Più di venti telecamere sorvegliano porte insonorizzate che si mimetizzano nelle pareti metalliche riempite di cemento, una soluzione tipica dei rifugi progettati per resistere a esplosioni o a eventi estremi.Codici di accesso e passaggi “ciechi” rafforzano l’impressione di un’installazione destinata a molto più di un semplice riparo anti-uragano.
Lo scontro con la legge kuleana
Il piano di espansione si è imbattuto nella tradizione giuridica dei diritti Kuleana, regolamento del XIX secolo emanato dal re Kamehameha III. La norma tutela i discendenti dei nativi che hanno coltivato o abitato quelle terre, concedendo loro servitù di passaggio e possibilità di edificare, anche se i titoli moderni indicano altri proprietari. La vicenda ha innescato contenziosi con vari residenti; alcune azioni legali sono state ritirate solo dopo forti pressioni dell’opinione pubblica. Un erede locale, il professor Carlos Andrade, ha acquisito all’asta alcune parcelle per 1,6 milioni di dollari: molti isolani sospettano che il capitale necessario provenisse dallo stesso Zuckerberg, in cambio dell’usufrutto dei terreni.
Miliardari e gentrificazione delle Hawaii
La presenza di capitali giganteschi non riguarda solo Zuckerberg. Negli ultimi dieci anni figure come Jeff Bezos, Oprah Winfrey e Larry Ellison hanno riversato fortune in resort e residenze sulle isole. una ricerca rivela che il 5,3 % dell’intero territorio hawaiano appartiene a 37 ultraricchi. I cantieri di lusso avanzano, mentre gli abitanti faticano a trovare case accessibili. «Affinché la nostra isola resti davvero Hawaii, dobbiamo frenare questa corsa», afferma con determinazione Puali’i Rossi, docente di studi nativi presso l’Università di Kauai. «Stiamo pensando a come sarà l’isola tra cent’anni? Rischiamo di trasformarla in un’unica comunità di resort».












