Il Teatro della Cometa rinasce a Roma tra prosa e musica
Un nuovo inizio per il Teatro della Cometa
La platea di via Teatro Marcello,a pochi passi dal cuore di Roma, accoglie di nuovo il pubblico. Dopo anni di degrado, la sala barocca ideata da Tomaso Buzzi negli anni Cinquanta si presenta con stucchi, velluti e luci restaurati grazie all’intervento firmato dall’architetto Fabio Tudisco. L’acquisto del 2020,compiuto da Maria Grazia Chiuri insieme al marito Paolo Regini e ai figli Rachele e Niccolò,consegna alla città un palcoscenico rinnovato,fedele al suo originario aspetto da teatro di corte.
La visione di Maria Grazia Chiuri
L’ex direttrice creativa di Dior, salutata ancora dalla stampa internazionale come una delle figure più influenti della moda, sposta temporaneamente lo sguardo dalla passerella alle arti sceniche. «In un momento in cui molti sipari calano, noi riapriamo questo spazio e lo dedichiamo non soltanto alla prosa ma anche alla musica», osserva Chiuri, che ammette: «Sono molto preoccupata per il futuro della moda italiana. il periodo è duro ovunque e rischiamo di perdere tanto se non si interviene».
Il cartellone multidisciplinare
La stagione dei mesi di ottobre e novembre nasce sotto la guida di un comitato scientifico che riunisce il regista e drammaturgo Lorenzo Salveti per la prosa, Massimo Spada per il repertorio classico e Sara Castiglioni per la musica contemporanea. Al fianco del gruppo siedono il regista Andrea Baracco, l’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Moda e Sport di Roma Capitale Alessandro Onorato e Rachele Regini.
Ottobre tra poesia e archi
Si alza il sipario con La vita meravigliosa di Iaia Forte, omaggio alla poetessa Patrizia Cavalli. Sul versante musicale, Lucy Railton presenta il nuovo album Blue Veil, mentre i giovani protagonisti della musica classica degli attuali anni Venti – Luigi Carroccia, Andrea Obisio, Erica Piccotti, beatrice Rana e lo stesso Massimo Spada – propongono recital solistici e formazioni da camera.
Novembre tra jazz e letteratura russa
Il mese successivo ospita Piano Solo di Danilo Rea, viaggio nel jazz degli anni Venti, e l’adattamento teatrale di Delitto e castigo firmato da Glauco Mauri con la regia di Andrea Baracco. «Difendere la tradizione non significa conservare le ceneri ma tenere accesa la fiamma», cita Baracco ricordando Jean Jaurès. La compagnia Mauri Sturno, al traguardo dei quarant’anni, celebra così il ventesimo anniversario della propria versione del capolavoro di Fëdor Dostoevskij, intrecciando passato, presente e futuro del teatro italiano.












