Mulazzo, il borgo toscano dove Dante trovò rifugio e poesia
Nel cuore della Lunigiana, tra pietra e paesaggi verdi
Le colline della Toscana settentrionale avvolgono Mulazzo in un abbraccio di boschi, campi coltivati e corsi d’acqua scintillanti. I visitatori camminano lungo vicoli in pietra, fiancheggiati da archi, scalinate e case torri che mantengono intatto il profilo medievale. Ogni scorcio rivela l’eco di un passato che non smette di palpitare,mentre l’orizzonte disegna ondulazioni di verde a perdita d’occhio.
La torre esagonale, sentinella del tempo di Dante
Nel centro storico si eleva la singolare torre a pianta esagonale, che domina la vallata come un faro di memoria. Qui si racconta che Dante Alighieri, ospite della casata Malaspina, trovi rifugio durante l’esilio dalle turbolenze politiche fiorentine. Dalle sue finestre il poeta contempli il paesaggio, lasciandosi ispirare dal silenzio e dalla luce che tingono la Lunigiana. La pietra, levigata dal tempo, custodisce la voce del sommo artista e l’orgoglio di chi ancora abita queste vie.
Librai ambulanti e il sogno del Premio Bancarella
Le strade acciottolate di Mulazzo non raccontano soltanto di cavalieri e fortezze. Proprio qui prende forma l’idea del Premio Bancarella, nato dalla tenacia dei librai viaggiatori che un tempo portavano volumi e storie nelle piazze della Toscana. Ogni anno quel riconoscimento celebra autori e opere che accendono l’immaginazione, perpetuando la vocazione letteraria del borgo.
Sapori di antiche ricette sulle strade acciottolate
Passeggiare tra gli stretti passaggi in penombra apre l’appetito e invita a fermarsi in piccole osterie. I testaroli al pesto,morbide sfoglie cotte su testo di ghisa e condite con basilico,aglio,pinoli e formaggio,narrano storie di tradizioni secolari. Il profumo di erbe selvatiche si mescola a quello del pane appena sfornato, mentre il vino dei colli circostanti accompagna ogni assaggio.
Vie, scorci e suggestioni senza tempo
Tra le mura merlate, l’arte del vivere lento regala momenti di quiete. Un raggio di sole filtra tra i tetti di ardesia, disegnando ombre e geometrie. Ogni gradino di questa cittadella in pietra è un invito a perdersi, a respirare l’aria pulita che scende dalle Alpi Apuane, a lasciarsi cullare dai racconti sussurrati dal vento che attraversa i vicoli.