
La terza stagione di Only Murders in the Building continua a mettere in vetrina l’alchimia tra Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez, con l’arrivo di Meryl Streep a impreziosire un cast già irresistibile.Mistero, humour e un velo di malinconia convivono in questa produzione di Hulu distribuita su Disney+, riportando l’attore texano nel cuore dell’attualità pop dal 2021.
Un inizio tra giostre, conigli e biglietti d’ingresso
Nato il 14 agosto 1945 a Waco, cresciuto in California, Steve si guadagna i primi dollari vendendo guide turistiche a Disneyland. Poco dopo affina trucchi di prestigio in un negozio di magia, convinto che far “sparire un coniglio” sia la sfida massima, finché non prova a scrivere una battuta davvero efficace.
La folgorazione dei club e del Saturday night live
Negli anni ’70 esplode nei cabaret e nel primo Saturday Night Live,imponendo un umorismo surreale fatto di gag visive,nonsense linguistico e del fidato banjo. Le influenze di Charlie Chaplin, Laurel e Hardy, Jerry Lewis e Woody Allen plasmano uno stile inconfondibile che diventa modello per comici di nuova generazione come Tina Fey, Steve Carell, Conan O’Brien, Jon Stewart e Stephen colbert.
Capelli bianchi, schermo d’oro
gli anni ’80 e ’90 segnano il dominio di film come Roxanne, Parenthood, Planes, trains and Automobiles e Father of the Bride. Con l’arrivo del nuovo millennio spiccano le due riletture de La pantera rosa (2006 e 2009), in cui veste i panni dell’ispettore Jacques Clouseau.
Banjo, grammofoni e pagine scritte
Per Martin il banjo non è un passatempo ma un linguaggio: incide album di bluegrass e conquista premi Grammy. Allo stesso tempo firma romanzi, racconti e sceneggiature con la stessa precisione con cui calibra pause e risate sul palco. L’ultima uscita letteraria, “Steve Martin Writes the Written Word”, arriva assieme a una spiritosa apparizione sul jimmy Kimmel Show.
Ironia sull’età che avanza
“Mi sento perfettamente a mio agio con la vecchiaia.A dire il vero l’anno più complicato è stato a 77 anni: da dislessico non capivo se fossero 77 o 11 volte sette”, scherza al talk-show. Festeggiato il traguardo degli ottant’anni, promette di “prendere l’Ozempic e mangiare da McDonaldS tre volte al giorno: vedremo chi vince”. Padre a 66 di una bambina oggi tredicenne, ribadisce di amare “il silenzio tra una risata e l’altra”.
Tele, cornici e la Frick Collection
La passione per l’arte nasce nel 1968 con una stampa di Ed ruscha e cresce insieme alla seconda moglie Anne Stringfield.Nelle stanze di casa trovano posto opere di Roy Lichtenstein, Pablo Picasso, David Hockney e un prezioso edward Hopper, “Hotel Window” del 1955, venduto all’asta nel 2006 per quasi 27 milioni di dollari. Con queste credenziali Steve presta la sua voce al video che accompagna la riapertura della Frick Collection sulla Fifth Avenue, dopo un lungo restauro.
Ottant’anni senza alcun segno di stanchezza
Tra palchi, set, album e tele da ammirare, Steve Martin resta la prova vivente che la comicità non conosce rughe, né confini.












