
Capita di voler trascorrere una serata piacevole in compagnia,scegliendo con cura il locale,controllando il menù e fidandosi delle rassicurazioni del personale. Eppure basta una richiesta all’apparenza insignificante perché il totale lieviti in modo inaspettato. In Puglia, nel cuore del centro storico di Bari, un cliente si è visto addebitare un sovrapprezzo di 0,50 € per la voce “+ pepe”.
Stupore di fronte allo scontrino
Il conto complessivo, pari a 38,50 €, comprendeva due pizze, coperto, acqua, birra e la famigerata aggiunta di pepe. Al momento di pagare,quella riga extra ha lasciato incredulo il commensale,che ha immortalato lo scontrino e lo ha condiviso online. In poche ore la fotografia ha fatto il giro dei social,sollevando un acceso dibattito.
Il web si divide tra indignazione e giustificazioni
Tra i commenti circolati sul web c’è chi ironizza domandandosi se “il pepe costi più dell’oro” e chi invece ritiene legittimo far pagare un ingrediente supplementare, purché il prezzo sia dichiarato in modo trasparente.Per molti utenti,il caso simboleggia una forma di inflazione nascosta: ogni piccola esigenza può trasformarsi in un esborso inatteso,specie nei locali frequentati da turisti. Altri, al contrario, ricordano che l’addebito non viola alcuna norma se specificato chiaramente.
Tra prudenza e diritto di scelta
L’episodio dimostra che, prima di avanzare qualsiasi richiesta ulteriore, è opportuno informarsi sui costi. Anche un’aggiunta ritenuta banale può far aumentare il totale, lasciando l’amara sensazione di essere stati alleggeriti nel portafoglio. nessun ristorante è uguale a un altro e la trasparenza non è sempre scontata: chi desidera evitare sorprese deve imparare a domandare in anticipo, anche su ciò che sembra irrilevante.












