Batteria e ricarica a goccia
Capita a tantissimi di afferrare lo smartphone, controllare le ultime notifiche e, prima di chiudere gli occhi, collegarlo alla corrente. Mentre noi dormiamo, la batteria non smette di lavorare. Quando l’indicatore raggiunge il 100%, un calo immediato all’99% innesca la trickle charging, la cosiddetta ricarica a goccia, che ripristina di continuo la piena capacità. Questo micro-ciclo prosegue per ore e, a lungo andare, mina la salute degli ioni di litio.
Calore, killer silenzioso degli ioni di litio
Ogni mini-top-up genera calore, e il calore è il peggior nemico di questo tipo di accumulatori. L’informatico Alex Bergher sottolinea che un incremento anche minimo di temperatura,ripetuto centinaia di volte,riduce progressivamente la capacità massima. Se il dispositivo riposa su una superficie morbida o resta chiuso nella cover, il calore ristagna e i danni accelerano, soprattutto quando l’ambiente supera i 24 °C.
Protezioni integrate e falsi miti
gli apparecchi più recenti montano chip di gestione energetica che interrompono il flusso una volta toccato il 100%. Il blocco, però, non arresta la perdita di qualche punto percentuale e la successiva riattivazione. Nella stessa nottata questo ping-pong si ripete decine di volte, provocando un logoramento impercettibile ma costante. Non si rischiano esplosioni, tuttavia la durata complessiva della batteria cala e la ricarica diventa più lenta.
Rischi domestici fra cuscini e cavi difettosi
Sul comodino,in mezzo alle lenzuola o sotto i cuscini la dissipazione del calore è insufficiente. Alcuni casi segnalati dalla National Fire Protection Association negli Stati Uniti mostrano come caricabatterie non originali o con difetti di fabbricazione possano provocare surriscaldamenti e piccoli incendi. Collocare il dispositivo su una superficie rigida, lontana da materiali infiammabili, limita drasticamente l’inconveniente.
Prese smart e algoritmi ottimizzati
Chi possiede un iPhone dispone della ”ricarica ottimizzata”,introdotta nel 2020,che rallenta il riempimento durante la notte e completa l’ultimo 20% poco prima del risveglio. Funzioni analoghe compaiono sugli ultimi Samsung Galaxy, sui modelli OnePlus e sui Google Pixel, i quali consentono persino di fissare un tetto dell’80%. Una presa intelligente con timer, reperibile per circa 15 euro, stacca automaticamente la corrente dopo due o tre ore, mentre un power bank programmabile svolge lo stesso compito in viaggio.
Abitudini sane per una batteria longeva
Ricaricare al mattino, quando si è svegli, permette di sorvegliare il processo e di staccare il cavo appena raggiunto l’80%. L’uso di adattatori certificati riduce il rischio di sovratensioni, mentre togliere la cover in fase di rifornimento favorisce la ventilazione. Tenere il dispositivo lontano dal letto, oltre a preservare la batteria, elimina la tentazione di controllarlo e favorisce un riposo più profondo.