Un cristallo sottile come un atomo cambia le regole
Gli studiosi dell’Università di Pechino annunciano di aver realizzato, per la prima volta su scala industriale, un semiconduttore bidimensionale in seleniuro di indio (InSe).Questo nuovo composto infrange i limiti fisici del silicio e spalanca la porta a circuiti integrati ultrafrenetici, capaci di alimentare l’intelligenza artificiale con un dispendio energetico quasi trascurabile. Nel momento in cui il silicio sfiora il proprio capolinea fisico, l’industria dei semiconduttori vede in questo materiale una via d’uscita per gestire l’elettronica di domani.
Dall’indio e selenio nasce il “semiconduttore d’oro”
Per decenni il binomio indio-selenio viene considerato il Santo Graal dell’elettronica a due dimensioni, ma il perfetto rapporto atomico 1:1 resta imprendibile.Il gruppo cinese infrange l’ostacolo grazie alla strategia di conversione solido-liquido-solido. Si parte con la deposizione di un film sottilissimo di InSe su zaffiro attraverso polverizzazione catodica, si incapsula poi il wafer in uno strato di indio a bassa fusione e lo si sigilla entro una cavità di quarzo. Quando la temperatura raggiunge circa 550 °C, l’indio crea una micro-atmosfera saturata, guidando la dissoluzione controllata e la cristallizzazione omogenea all’interfaccia: il risultato è un film cristallino uniforme, a fase singola, esteso su wafer di 5 cm con purezza e regolarità senza precedenti.
Come si ottiene il film perfetto
La procedura produce una struttura atomica incredibilmente ordinata, con elevata conduttività, mobilità elettronica fuori dal comune, massa effettiva minima e un bandgap calibrato al millesimo. Queste caratteristiche, coltivate in uno spessore di appena pochi strati atomici, definiscono un nuovo standard nell’universo dei semiconduttori bidimensionali.
Prestazioni che superano il silicio
I circuiti ricavati da questi wafer non solo operano correttamente, ma polverizzano ogni primato precedente: lunghezze di gate inferiori a 10 nm, tensioni di esercizio ridotte, rapporti on/off migliorati e trasporto quasi balistico a temperatura ambiente. chip più veloci,più piccoli e decisamente meno assetati di energia.Il team sta già sperimentando la stessa tecnica su altri materiali 2D, con l’obiettivo di impilare più strati funzionali in verticale e creare architetture di calcolo interamente nuove.
Uno scossone allo scenario tecnologico globale
Se le aspettative verranno confermate, questo “semiconduttore d’oro” non ridefinirà soltanto il futuro dei processori, ma rimescolerà anche gli equilibri planetari del settore high-tech, oggi dominato da colossi statunitensi come Nvidia. L’attuale corsa all’IA costringe le aziende occidentali a data center delle dimensioni di intere città; al contrario, la strategia cinese punta su modelli come DeepSeek, pensati per consumare molto meno. Con chip così efficienti, il costo di ogni singola risposta prodotta dall’algoritmo calerebbe ancora, spostando la bilancia dell’innovazione verso l’Asia.