
L’eco segreto dell’Atlantico
Nel lembo più occidentale della Galizia, là dove l’oceano tocca la terra con impeto primordiale, si apre Praia das Furnas, una lingua di sabbia dorata che non offre soltanto paesaggi: regala suoni. Qui l’acqua penetra cavità naturali scavate da millenni di maree e, comprimendo l’aria intrappolata, produce un brontolio profondo, simile a un respiro. Non è il fragore classico delle onde; è più un vibrare costante, un sussurro che risuona tra rocce scolpite dal vento e falesie levigate dal tempo.
Un set naturale da grande schermo
Il respiro dell’oceano affascina viaggiatori, registi ed escursionisti alla ricerca di luoghi che parlano da soli. Proprio su questa spiaggia Alejandro Amenábar ha girato alcune delle sequenze più intense di Mar Adentro, lasciando che il contrasto fra un corpo immobile e l’incessante movimento del mare trovasse la sua cornice perfetta.
Porto do Son, anima autentica sul bordo dell’oceano
A pochi minuti di strada si incontra Porto do Son, borgo marinaro che vive ancora al ritmo delle maree. Le giornate scorrono fra barche che rientrano cariche di frutti di mare, piccoli bar affacciati sul porticciolo, mercati del pesce fresco e profumo di pino ed eucalipto che sale dalle colline retrostanti. Grandi resort e beach club qui non attecchiscono: l’identità del luogo resta ancorata alla pesca, alla convivialità di piazze minute e a sentieri costieri capaci di regalare panorami improvvisi sull’Atlantico.
Il mistero del Castro de Baroña
Poco distante, su un promontorio che si tuffa nel blu, emergono i resti del Castro de Baroña, fra i villaggi celtici meglio conservati di tutta la regione. Le mura circolari in pietra, antiche di oltre duemila anni, abbracciano un panorama che al tramonto si tinge di arancio, mentre l’eco delle onde riempie ciò che un tempo erano cortili familiari.
Sentieri verdi, cascate e memoria marinara
chi desidera spingersi all’interno trova la fervenza de Ribasieira: una cascata alta circa 20 metri che, dopo le piogge di primavera e d’autunno, scende rumorosa fra felci e querce, regalando un angolo di fiaba in pieno bosco. Tornando verso il mare, il Museo da Memoria Mariñeira custodisce reti, fotografie e racconti che ricostruiscono secoli di vita galiziana in simbiosi con le acque dell’oceano. In queste sale la fatica dei pescatori, la creatività artigiana e la bellezza del paesaggio diventano storia collettiva.
Viaggio dalla Penisola italiana alla costa galiziana
Per raggiungere Porto do Son il percorso più diretto prevede un volo verso Santiago de Compostela, distante circa 60 chilometri dal borgo. Una volta atterrati,l’automobile a noleggio consente di inseguire con libertà ogni deviazione panoramica; in alternativa,autobus regionali collegano l’aeroporto alla costa con cambi a Noia oppure nel centro di Santiago. Chi preferisce decollare da Milano Malpensa dispone di collegamenti diretti che in poco meno di tre ore attraversano la rotta alpina e il Golfo di Biscaglia. Da Roma Fiumicino si vola con uno scalo gestito da vettori come Vueling o Iberia, mentre da Napoli e Venezia le tratte con coincidenza aumentano di frequenza soprattutto d’estate, stagione in cui il clima della Galizia oscilla fra 18 °C e 25 °C e offre giornate luminose, temperate dal soffio dell’oceano. Qualora i voli su Santiago risultino al completo, si può atterrare a A Coruña, 90 chilometri più a nord, o a Vigo, poco oltre i 110 chilometri a sud, entrambe soluzioni pratiche per chi non teme di aggiungere alla vacanza un breve tratto di strada panoramica.
Il tempo che rallenta davanti all’Atlantico
Basta sedersi su una roccia, osservare le vasche naturali scavate dall’acqua e ascoltare quel respiro costante che sale dalle fenditure. In quell’istante lo smartphone resta chiuso in tasca, la mente si svuota e ci si accorge che, su questa costa di Spagna settentrionale, il mare non si limita a infrangersi: si anima, vibra, racconta.












