
Il nuovo regolito marziano in laboratorio
Nelle camere di test dell’Istituto di Geologia e Geofisica dell’Accademia Cinese delle Scienze, un gruppo guidato da Shouding Li, Juan Li e Honglei lin ha dato vita a UPRS-1, un materiale capace di riprodurre con l’86,1 % di fedeltà il terreno di Utopia Planitia. Questa vasta pianura, larga circa 3300 chilometri, custodisce tracce di un passato più umido, come indicano gesso e argille individuati dal rover Zhurong.
Come nasce UPRS-1
Il segreto della nuova miscela sta in un basalto frantumato proveniente dalla provincia di shandong. Dopo un’attenta calibratura, la granulometria, la composizione chimica e le firme spettrali sono state adattate finché il campione non ha eguagliato, quasi al millimetro, i parametri fisici del regolito marziano osservato sia da Zhurong sia, decenni prima, dal lander Viking-2.
Test meccanici e lezioni dal passato
Per verificare la risposta del materiale alle condizioni di Marte, il team ha sottoposto UPRS-1 a prove di compressione, attrito e penetrazione in camere a bassa pressione e con atmosfera ricca di anidride carbonica. L’obiettivo è prevenire imprevisti simili a quelli che bloccarono, nel 2020, la sonda termica di una missione statunitense quando l’utensile non riuscì a farsi strada nel suolo.
Applicazioni ingegneristiche verso Tianwen 3
La riproduzione del regolito apre la strada alla progettazione di lander più robusti, rover agili e sistemi di perforazione efficaci. Secondo il ricercatore Yiming Diao, le conoscenze ricavate confluiranno direttamente nella missione Tianwen 3, il cui lancio è in agenda per il 2028, e saranno cruciali anche per lo sviluppo di tecnologie in grado di estrarre acqua in situ, requisito imprescindibile per una futura presenza umana sul pianeta rosso.
Astrobiologia e futuri terreni simulati
Oltre agli aspetti ingegneristici, UPRS-1 offre un campo di prova per esperimenti di astrobiologia: la presenza di solfati e argille permette di indagare l’effetto di tali minerali sulla vitalità microbica.Lo stesso gruppo di ricerca propone ora un nuovo schema di valutazione per creare,con la stessa accuratezza,analoghi del terreno marziano provenienti da altre aree,ampliando così la gamma di ambienti simulati a disposizione della comunità scientifica globale.












