Nel verde dell’Umbria nasce la nuova sperimentazione
Tra le colline dell’Umbria, nella storica Libera Università di Alcatraz che sorge vicino a Perugia, Jacopo Fo presenta un insolito progetto musicale. L’artista, che si trasferisce in questa zona nella metà degli anni Settanta per dar vita a un laboratorio di ecologia, arte e cultura condivisa, ospita i visitatori fra boschi e casolari ristrutturati. Proprio qui prende forma “Pipì, Pupù, Papà”, brano che unisce sperimentazione tecnologica e ironia pop.
Una voce ricreata digitalmente
La canzone è scritta da Fo e realizzata grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, con la collaborazione della giovane marchigiana Federica Nardi, esperta di tecnologie avanzate. Decine di versioni partono da un’unica registrazione dell’autore; i vari frammenti, elaborati dall’IA, confluiscono in una sola traccia finale in cui la voce di Fo viene interamente ricostruita e trasformata, mantenendo lo stesso tempo verbale dell’idea originale.
Il videoclip e i bambini virtuali
Anche il videoclip è generato dall’IA e mostra una serie di fanciulli digitali. la stesura accurata delle richieste al software rispetta precisi criteri etici, evitando ambiguità.Il risultato è un piccolo film dal tono surreale, tenero e provocatorio, che affianca immagini di neonati virtuali alla musica leggera e ironica.
Un messaggio di rivoluzione culturale
«L’intelligenza artificiale è solo un mezzo; l’intelligenza vera la devi mettere tu», afferma Fo, spiegando che il brano, pur giocoso, pone l’attenzione su una trasformazione sociale in atto: quella dei padri che cambiano pannolini e si occupano dei propri neonati. ”Pipì, Pupù, Papà” sarà disponibile prossimamente sulle principali piattaforme digitali, mentre il pubblico potrà ammirare in anteprima il videoclip immerso nel silenzio dei boschi umbri, dove tecnologia e natura si incontrano in modo inaspettato.












