Gelato d’estate, tra voglia di freschezza e attenzione alla linea: frutta o crema?
Consigli della nutrizionista
Il termometro supera spesso 35 °C in gran parte dell’Italia e, con l’arrivo di Ferragosto, la tentazione di un buon gelato diventa irresistibile. Proprio in questi giorni la nutrizionista Lavinia Carracino ha condiviso un punto di vista che sfata più di un luogo comune.
Perché il sorbetto di frutta non è sempre light
L’idea che il gusto alla frutta sia “più leggero” viene naturale: presenta meno lipidi e, di solito, un minor apporto calorico. Tuttavia, la specialista ricorda che il sorbetto racchiude zuccheri naturali del fruttosio ma, spesso, anche dolcificanti aggiunti. Il risultato è un dessert povero di grassi ma capace di fornire comunque un carico notevole di energia, dato dall’abbondante presenza di zuccheri semplici che innalzano rapidamente la glicemia.
Il fascino cremoso delle coppe tradizionali
Le varianti alla crema – arricchite da latte, uova, talvolta cioccolato o frutta secca – possiedono un profilo nutrizionale differente: più grassi, più proteine, in generale più calorie. Proprio queste componenti, però, garantiscono maggiore sazietà e un rilascio glucidico più graduale. Secondo la dottoressa, la quota proteica e lipidica aiuta a evitare quei picchi glicemici che spingono a cercare altro cibo nel giro di poco tempo.
Quando concedersi un cono senza sensi di colpa
La raccomandazione dell’esperta è semplice: scegliere con consapevolezza e limitare la frequenza a un’unica occasione settimanale, senza rinunce drastiche.Chi desidera un piacere più completo può optare per una coppetta alle creme, ricca ma bilanciata, mentre chi preferisce la sensazione di leggerezza può rivolgersi al gusto frutta, facendo però attenzione al contenuto di zuccheri.