Amazon verso un bivio inatteso: appstore android chiude
Il timore di un crack globale
Per qualche giorno il mondo dell’e-commerce ha trattenuto il respiro. Voci sempre più insistenti prospettavano un crollo improvviso di Amazon,ipotesi capace di scuotere l’intera economia di Nord America,Europa e oltre. L’immaginario collettivo ha subito pensato a un effetto domino: catene logistiche in tilt, piattaforme d’acquisto paralizzate, posti di lavoro a rischio su ogni fuso orario.
La realtà dei fatti
Invece del paventato collasso totale,il gigante fondato da Jeff Bezos ha comunicato una decisione circoscritta ma significativa. Dal 20 agosto 2025 l’Appstore per dispositivi Android esterni all’ecosistema Amazon verrà disattivato. Rimarrà operativo esclusivamente su Fire TV e Fire Tablet, prodotti realizzati nei laboratori di seattle. L’avventura cominciata oltre dieci anni fa con l’ambizione di competere direttamente con Google Play e lo store di Apple si conclude quindi lontano dagli smartphone tradizionali.
Perché chiudere una porta per aprirne un’altra
La scelta ruota intorno all’ottimizzazione delle risorse. Con un mercato degli store digitali saturo, confrontarsi a viso aperto con colossi radicati avrebbe continuato a drenare investimenti. Concentrandosi sui propri dispositivi, Amazon punta a rafforzare l’esperienza integrata che distingue Fire TV nelle case di Milano, Parigi o New York, e Fire Tablet nei salotti di Tokyo e Londra. L’Appstore,in questo ambiente controllato,resta un tassello strategico capace di generare ricavi senza dispersioni.
Ripercussioni su sviluppatori e utenti
Gli sviluppatori dovranno migrare applicazioni e giochi verso piattaforme alternative se vorranno continuare a raggiungere i possessori di smartphone Android di Samsung, Xiaomi o Oppo. Gli utenti che avevano acquistato app tramite l’Appstore su telefoni non targati Amazon, invece, dovranno cercare soluzioni differenti o passare a dispositivi Fire per non perdere l’accesso ai propri contenuti.