Dagli anni ottanta alla realtà aumentata: trent’anni di scosse
Nell’arco di poco più di tre decenni la comunicazione ha sperimentato metamorfosi radicali. Negli anni ’80 i mass media esercitavano un controllo centralizzato e quasi esclusivo sui contenuti. Con l’arrivo di Internet e della digitalizzazione negli anni ’90, all’unicità si sostituì l’interattività. Il nuovo millennio portò i social network, amplificando la viralità dei messaggi. Ora, guardando al 2025, l’intelligenza artificiale spinge verso un’epoca di automazione e personalizzazione mai viste.
Il consulente come barometro sensibile
Chi oggi svolge la professione di consulente della comunicazione deve agire come un termometro capace di registrare le vibrazioni di contesti ben più ampi della singola azienda. L’ascolto si trasforma in asse portante: dalle narrazioni dipende il legame emotivo, dalle conversazioni l’evoluzione della reputazione.
Empatia,trasparenza e tecnologia: un equilibrio vitale
Le persone pretendono messaggi autentici,guidati da leader che dimostrino trasparenza,fiducia e un forte scopo. La sfida è combinare l’efficienza delle macchine con il calore dei valori umani. Il compito consiste nell’amplificare l’impatto delle azioni senza smarrire etica e attenzione alle persone.
Decisioni rapide, rischi calcolati
Il ritmo con cui si decide è cambiato radicalmente. Crescita, resilienza e avanzamento richiedono la disponibilità ad accettare livelli di rischio più elevati. Strutture aziendali più snelle e interlocutori multipli impongono capacità di adattamento, agevolando però nuove opportunità di dialogo e di innovazione.
Realtà aumentata e prossima curva evolutiva
Stiamo entrando in una fase in cui la realtà aumentata promette di mettere l’automazione al servizio di una comunicazione più empatica ed estremamente efficiente.Chi ha superato i cinquant’anni porta con sé l’esperienza di tutti questi passaggi e, insieme alle nuove generazioni, si prepara a esplorare l’ignoto con curiosità e determinazione.