
L’argento è, subito dopo l’oro, il metallo prezioso più scelto dagli investitori. Il suo utilizzo industriale, combinato con l’aspetto estetico, lo rende altamente richiesto e, di conseguenza, spesso vittima di contraffazioni che rischiano di svalutare i capitali di chi acquista. Fortunatamente, le peculiarità fisiche e chimiche di questo elemento sono difficili da imitare in modo perfetto. Con un po’ di attenzione è quindi possibile individuare le imitazioni.
Osservazione a occhio nudo: primi indizi rivelatori
La prima verifica parte dallo sguardo.sui lingotti e sulle monete di argento fino compare, quasi sempre, un timbro che ne dichiara la purezza. Le incisioni sono generalmente ben definite e leggibili.In assenza del marchio non è certo che si tratti di un falso,poiché non ogni Paese lo impone,ma la circostanza merita prudenza. Accanto al timbro è presente la cosiddetta classificazione internazionale a tre cifre: 999,9 oppure 999,0 per i pezzi destinati all’investimento, 925,0 per l’argento sterling tipico della gioielleria.Una lente d’ingrandimento permette di rilevare eventuali sfocature, bordi irregolari o errori di stampa che, spesso, tradiscono un oggetto fasullo.
Imperfezioni di fattura
Una valuta contraffatta può sembrare autentica a una prima occhiata, ma sotto luce diretta rivela piccole incoerenze: disegni non perfettamente nitidi, superficie meno lucida, bordi appena inclinati o decentrati. I pezzi antichi, se davvero in argento puro, non mostrano quasi mai ossidazione accentuata; quando l’ossidazione si nota in modo evidente, è lecito sospettare la presenza di un metallo differente.
I segni della zecca
Le emissioni ufficiali riportano quasi sempre il marchio della zecca di provenienza. In un falso quel marchio è assente, grossolano o copiato con scarsa precisione.
Metodi casalinghi: prove rapide ma non definitive
Quando l’analisi visiva non basta, si possono eseguire alcune verifiche fai-da-te basate sulle proprietà specifiche dell’argento. È bene ricordare che nessuna di queste prove offre garanzie assolute, perciò il parere professionale resta imprescindibile.
La prova del ghiaccio
Si appoggia un cubetto di ghiaccio su una moneta o su un lingotto. L’argento autentico, grazie all’elevata conducibilità termica, scioglie rapidamente il cubo. Confrontare il tempo di fusione con quello di un cubetto posto su un metallo diverso aiuta a capire la differenza.
Il suono cristallino
Basta far tintinnare delicatamente due monete genuine una contro l’altra, oppure battere una moneta su un oggetto metallico morbido. Se il pezzo è vero, emette un suono acuto, pulito e prolungato. Un rumore cupo o breve suggerisce la presenza di altre leghe.
L’esperimento del magnete
L’argento, esattamente come l’oro, non è attratto dai magneti. Utilizzando un potente magnete al neodimio, si avvicina lentamente il dispositivo all’oggetto posti su una superficie non magnetica. Assenza di attrazione o lieve repulsione parla a favore dell’autenticità, mentre un’adesione immediata indica quasi certamente una placcatura o un composto differente. È opportuno affiancare a questa prova altri controlli, poiché vari metalli non ferrosi potrebbero ingannare.
Marchi, numeri di serie e dettagli
Il metallo da investimento riporta abitualmente dati sul peso, la purezza, la matricola e, talvolta, l’anno di conio. Su un falso questi segni possono risultare poco nitidi, sbagliati o addirittura assenti.
L’odore che tradisce
L’argento puro è inodore o presenta al massimo un sentore quasi impercettibile. Se, avvicinando il pezzo al naso, si avverte un forte odore metallico, vuol dire che la lega contiene quantità rilevanti di rame o di altri metalli.
Densità sotto la lente
Ogni prodotto ufficiale possiede misure e peso codificati. Prendiamo, ad esempio, la American Eagle da un’oncia: 31,1035 grammi, 40,6 millimetri di diametro, 2,98 millimetri di spessore. Una discrepanza visibile, anche minima, può indicare placcatura o contaminazione con altri materiali.
Precauzioni nell’acquisto: dove e come evitare brutte sorprese
La richiesta globale di argento resta elevata e i pezzi contraffatti circolano con frequenza crescente. Ordinare presso rivenditori consolidati, trasparenti e riconosciuti riduce drasticamente il pericolo di truffe. L’adesione di un operatore alla London Bullion Market Association costituisce un valido indizio di affidabilità,così come l’appartenenza a gruppi quotati in Borsa,ad esempio al Nasdaq. Al contrario, piattaforme di compravendita non verificate o annunci tra privati spesso mancano di meccanismi di autentica e, se propongono prezzi significativamente inferiori a quelli di mercato, dovrebbero insospettire.
Un ultimo consiglio
Accertarsi sempre dello stato di conservazione dei propri metalli preziosi e, in caso di dubbio, rivolgersi a un esperto o a un istituto qualificato: l’analisi professionale resta la forma più sicura di tutela.











