
Il sessantasettenne Steve Mills, ex funzionario britannico, coltiva da sempre un amore sconfinato per i volumi d’epoca. Questa passione lo spinge spesso a rovistare tra mercatini e librerie dell’usato, alla ricerca di pagine intrise di storia. Proprio durante una di queste esplorazioni, nella sua abitazione di Hockley, a est di Londra, egli maneggia un’edizione datata de “La ragazza più birichina” di Enid Blyton. Mentre ne sfoglia le pagine ingiallite, si imbatte in alcune note infantili vergate a matita oltre mezzo secolo prima.
Le annotazioni nascoste tra le pagine
Quelle righe lo incuriosiscono subito. Tra disegni di visi lentigginosi, orari scolastici e piccole pagine piegate, spicca un indirizzo che gli risulta stranamente familiare. È l’indirizzo del villaggio in cui è cresciuta la moglie Karen Mills.
Lo stupore di Karen davanti al suo passato
In quel momento Karen, sessantenne, si trova ricoverata in ospedale. Steve decide di portarle il volume. Appena lo tiene fra le mani, lei rimane senza parole e, convinta di uno scherzo, chiede se stia tentando di copiare male la loro vecchia abitazione. dopo un’osservazione più attenta, però, riconosce la propria calligrafia e quella del fratello Mark: “Mio Dio, io e Mark abbiamo scritto questo quando avevamo nove e dieci anni”. I due coniugi si ritrovano così a contemplare quei segni del passato, domandandosi come il libro abbia potuto viaggiare per cinquant’anni e poi fare ritorno proprio a loro.
Un viaggio di mezzo secolo
La copia, spiegano, era stata donata attorno al 1975 dai genitori di Karen, Brenda e David Larden, durante una raccolta fondi organizzata da chiesa o scuola, quando la famiglia lasciò lo Staffordshire. Da allora il volume aveva cambiato innumerevoli proprietari, attraversando il Paese. Quanti bambini lo abbiano sfogliato,quanti luoghi abbia toccato,resterà un mistero. È però indubbio che, dopo un simile peregrinare, esso sia tornato tra le mani della sua prima giovanissima lettrice.
Una nuova caccia al tesoro letteraria
Affascinato da quella coincidenza, Steve passa in rassegna gli altri testi acquistati nello stesso lotto e scopre altre firme e disegni di Karen e del cognato. Emergono due ulteriori titoli della stessa autrice: “Le avventure di Pip” e “I cinque: Cinque sull’isola del tesoro”. Quest’ultimo, racconta Karen, era il suo preferito da bambina. fra le note spunta la frase: “Ho dodici libri di Enid Blyton”. Dopo averne ritrovati tre, Steve dichiara di averne ancora nove da rintracciare. I volumi, da semplici cimeli dell’infanzia, si trasformano così in testimoni di una storia condivisa che continua a vivere e, forse, a sorprendere ancora.











