
Il viaggio di TriPotatoes in Messico aggiunge un nuovo capitolo alla leggenda di Topo Chico. Il content creator italiano, durante una pausa sotto il sole di Monterrey, accosta la telecamera alla bottiglia dal caratteristico tappo giallo: si intravedono già minuscoli cristalli di CO₂ che premono contro il vetro. Non appena il sigillo viene rimosso, un getto di gas si riversa all’esterno con tale vigore da avvolgere l’obiettivo. «Questa ti spacca la carotide», esclama ridendo, sorpreso dall’energia delle bolle. L’esclamazione rimbalza su TikTok e in poche ore il filmato sfiora migliaia di visualizzazioni, confermando la fascinosità virale di quest’acqua.Bottiglia dal tappo giallo e reazioni stupite
La scena non è nuova per chi bazzica i social: l’etichetta vintage di Topo Chico compare spesso nei video-test di degustazione, dove i partecipanti paragonano la sua effervescenza a un piccolo vulcano domestico. In Italia, capita che qualcuno la nomini “Chico Topo”; in realtà, in spagnolo “topo” non richiama il roditore ma un concetto più legato alla lingua colloquiale messicana. Chi la stappa per la prima volta ricorda a lungo quell’assalto di anidride carbonica, come se ogni sorso fosse un fuoco d’artificio sul palato.
Frizzantezza estrema, mito o realtà?
esistono altre etichette rinomate, da Perrier a San Pellegrino, che custodiscono eleganza e persistenza. Topo Chico,però,viene descritta come un “pugno frizzante” capace di scuotere la bocca con una pressione superiore alla media. Nonostante nessuna classifica scientifica certifichi la concentrazione di CO₂ più elevata sul mercato, nelle graduatorie nate online questa sorgente di Monterrey domina spesso il podio.La sensazione è di un’acqua che “pesta” forte, perfetta per chi desidera un’esperienza sensoriale fuori dall’ordinario.
Messico, patria di bevande gasate
Nel diario digitale di TriPotatoes spunta un altro filmato, stavolta dedicato al consumo di Coca-Cola. Dal pranzo alla cena, le immagini mostrano famiglie che accompagnano i pasti con la celebre bibita scura, mentre l’acqua naturale resta in secondo piano o addirittura assente. I numeri ufficiali parlano chiaro: ogni cittadino messicano supera in media i 150 litri di cola l’anno, più di qualunque altra popolazione. Negli Stati Uniti, che seguono in classifica, la quantità si ferma a circa 403 lattine annuali da 237 millilitri.
Dalle tavole dello Yucatán alle strade di Città del Messico
In alcune regioni, specialmente nel Chiapas, la dose quotidiana raggiunge perfino due litri a persona. La cola accompagna celebrazioni religiose, mercati rionali, riunioni familiari; persino nel più piccolo ristorante di San Cristóbal è più semplice trovare una bottiglia di soda che una caraffa d’acqua.
Quando lo zucchero supera l’acqua
Il consumo eccessivo di bevande zuccherate ha un prezzo elevato. Gli ultimi dati del Ministero della Salute segnalano che circa un adulto messicano su sette convive con il diabete, mentre l’obesità infantile tocca percentuali fra le più alte al mondo. In molte comunità, la cola ha valenze quasi spirituali, al punto che la si usa durante riti e cerimonie.
Diabete e obesità, allarme sempre acceso
Medici e nutrizionisti ripetono che la sostituzione dell’acqua con bevande dolci facilita l’insorgenza di malattie metaboliche. L’alta disponibilità di soda, unita al suo costo contenuto, rende difficile il cambiamento di abitudini. Anche quando l’acqua è accessibile, la percezione collettiva la considera meno saporita, meno “festosa”.
Topo Chico contro la cultura della cola
In questo scenario, la ricomparsa di un’acqua frizzante locale, senza zuccheri e ricca di CO₂, viene accolta come alternativa più neutra. Chi ama le bollicine forti la considera una via di mezzo tra il piacere di un soft drink e la semplicità dell’acqua naturale. Non tutti, però, tollerano un’effervescenza così intensa: stomaci delicati e palati sensibili potrebbero preferire bolle più gentili. Eppure, online, Topo Chico resta una celebrità: ogni nuova reazione stupita alimenta il mito di quella che molti continuano a definire, a torto o ragione, l’acqua più frizzante del pianeta.











