
Il cantiere di Le Plasker sorprende gli archeologi
Nel 2020,mentre prende forma un nuovo parco aziendale nei dintorni di Carnac, la direttrice di scavo Audrey Blanchard si imbatte in un settore fino a quel momento ignoto del paesaggio preistorico. Sotto pochi decimetri di terreno emergono trincee di fondazione, resti di un tumulo e vaste aree di combustione ricoperte da granito rubino. I frammenti di carbone, estratti con estrema cura, diventano la chiave di una cronologia destinata a rivoluzionare la storia del megalitismo europeo.
Una tomba circolare che inaugura il complesso monumentale
Al centro del nuovo sito spicca un minuscolo tumulo del diametro di appena 3,3 metri. Modellato direttamente al livello del suolo, il sepolcro racchiude una cista in lastre litiche. Le analisi al radiocarbonio collocano la costruzione tra il 4791 e il 4686 a.C. nonostante l’acidità della terra abbia cancellat ogni traccia scheletrica, la micromorfologia del sedimento fa pensare alla presenza originaria di materiale organico, forse elementi lignei. Intorno al sepolcro vengono adagiate 46 lastre orizzontali, un gesto che definisce simbolicamente lo spazio sacro quando, nel resto d’Europa, il fenomeno megalitico è ancora assente.
Menhir e bracieri accendono la collina
Qualche secolo dopo, tra il 4670 e il 4250 a.C., sul pendio sovrastante iniziano a comparire file di menhir orientate approssimativamente nord-sud. Le fosse d’alloggio, larghe fino a 1,8 metri e riempite con oltre un quintale di scaglie litiche, suggeriscono blocchi verticali alti non meno di tre metri. Accanto alle file di pietre, grandi bracieri circolari rivelano notti illuminate dal fuoco: le masse di granito rubino annerito testimoniano banchetti collettivi o cerimonie comunitarie.
Una cronologia che anticipa tutto il megalitismo europeo
L’équipe applica modelli bayesiani a 49 datazioni al radiocarbonio, ottenendo sei fasi di frequentazione comprese fra il 5700 e il 4050 a.C. Il momento chiave coincide con la costruzione della piccola tomba datata 4720 a.C., punto di partenza della monumentalizzazione del territorio nella Bretagna meridionale. Se questi numeri resistono alle future verifiche, il complesso precede di quasi un millennio il celebre Stonehenge e qualsiasi altra architettura megalitica europea conosciuta.
Carnac, laboratorio rituale affacciato sull’oceano
I monoliti posati in orizzontale imitano le naturali emergenze granitiche, fondendo architettura e paesaggio. Dalla linea costiera, l’alternanza fra blocchi verticali e superfici piane trasforma la collina in un palco cerimoniale visibile da lontano. Le nuove evidenze rafforzano l’idea di carnac come crocevia di saperi tecnici, organizzazione sociale complessa e simbolismi raffinati nel cuore del Morbihan, un’area che ora sembra avere avviato il grande megalitismo dell’europa atlantica.












