
In piazza Mazzini, sotto il cielo estivo di Viareggio, il nome di Diego De Silva è stato pronunciato dal presidente della giuria Paolo Mieli. L’autore si è visto consegnare il premio per la narrativa grazie a “I titoli di coda di una vita insieme” pubblicato da Einaudi. Lo scrittore ha ricordato che era approdato per la prima volta in finale nel 2001 quand’era un esordiente. Egli ha confessato che, nonostante venticinque anni e quattordici volumi alle spalle, l’emozione provata è rimasta intatta. Ha aggiunto che il romanzo premiato è il testo più intriso di esperienze personali fra tutti quelli da lui firmati.
La voce della giuria
Durante la cerimonia, Mieli ha spiegato che il premio Viareggio-Rèpaci continua a rappresentare un crocevia di generazioni, linguaggi e visioni del mondo. A suo dire, il valore più grande della manifestazione risiede proprio in questa capacità di far dialogare sensibilità differenti. Ha osservato che anche l’edizione appena conclusa si è distinta per l’elevato livello delle opere in concorso, capaci di unire profondità di pensiero, originalità stilistica e forte adesione alle urgenze del presente.
Gli altri protagonisti della serata
Accanto al vincitore, i riflettori si sono posati sugli altri finalisti della sezione narrativa, Dario Buzzolan con “Baracca e burattini” edito da Mondadori, e massimiliano Governi autore de “Il pronipote di Salgari” per Baldini e Castoldi. la poesia ha incoronato Mariangela Gualtieri per “Ruvido umano” sempre per Einaudi,mentre la saggistica ha visto primeggiare Ernesto Galli della Loggia con “Una capitale per l’Italia” uscito per Il Mulino. I premi speciali sono andati rispettivamente a Paulina Spiechowicz (Internazionale), Alessandra Sardoni (Giornalistico) e Sofia Assante (opera prima).












